Risveglia il gigante che è in te
Molti anni fa ero seduto in un’aula come questa. Una frase pronunciata da chi parlava mi è rimasta impressa: «La battaglia della tua vita si combatte nella tua mente».
Ognuno di noi è continuamente influenzato dal proprio dialogo interiore. Ne siamo consapevoli oppure no, ma tutti sentiamo quella vocina dentro di noi. A volte ci spinge ad andare avanti; più spesso è prudente, avversa al rischio e incline a un pessimismo cosmico. È la stessa vocina di cui parlavo quando ho scritto della sveglia alle cinque del mattino e della tentazione di rimandarla.
Non saprei spiegare perché, ma sembra che nasciamo con un atteggiamento distruttivo verso noi stessi. È quasi come se fossimo una matrioska, con un bambino interiore che, davanti a sfide, difficoltà, fallimenti o ingiustizie, fa i capricci e ci spinge a non provarci, ad arrenderci, ad arrabbiarci, a chiuderci o a prendercela con il resto del mondo.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia: un’altra versione di quello stesso bambino interiore. Persone come Einstein, Churchill, Roosevelt, Mandela e Pertini, per citarne alcune, l’hanno chiamata il «secondo io». È un’altra versione di noi.
Si manifesta proprio quando tocchiamo il fondo: quando cadiamo, ci ammaliamo, perdiamo una persona cara o subiamo un’ingiustizia che non meritavamo.
È il punto di rottura, o — nelle parole di Joseph Campbell — l’abisso del viaggio dell’eroe.
È il momento in cui la persona che conosciamo da sempre si trova davanti al gigante che dorme dentro di noi.
In realtà, è la versione più bella, imponente, completa, sicura e ottimista di noi stessi.
È la versione capace di compiere azioni e imprese straordinarie.
Eppure, il più delle volte, si trova dall’altra parte della zona di comfort e, soprattutto, della paura.
«Non dovresti mai voltare le spalle a un pericolo imminente e cercare di scappare. Se lo fai, il pericolo raddoppia. Ma se lo affronti subito e senza esitare, si dimezza. Non fuggire mai da nulla. Mai!»
— Winston Churchill
Il vero messaggio è questo: non avere paura, soprattutto di guardarti allo specchio. Ricorda che la persona che hai davanti può essere il tuo migliore amico e, potenzialmente, il tuo peggior nemico. Ripetiti ogni giorno: «Ti voglio bene. Sei grande. Da oggi ci sono io per te».
di Marco Mizzau